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Lucrezia Alessia Ricciardi

Folgorata dal pane e pomodoro alla soglia dei trent’anni sogna di modificare un’Ape Car e vendere freselle da Telese Terme fino a Cortina, perché la vera essenza della vita è la semplicità.

Studia arte, inizia a scriverne, si appassiona alla fotografia e inizia a studiarla passando per l’ISFCI , le Officine Fotografiche di Roma e arrivando poi al Cfp Bauer di Milano dove studia photo editing e ricerca iconografica.
Ama le vecchie fotografie trovate nei mercatini, i vecchi libri e raccoglie lettere dimenticate sulle bancarelle. Legge in maniera compulsiva, ama la musica e il teatro.

Il suo regno è la cucina, crede che dare da mangiare agli amici sia un atto di militanza. Coltiva pomodori e basilico sul terrazzo, ama il suo lievito madre, la farina integrale e le marmellate fatte in casa. Il “Km 0” è il suo way of life.

Vive in una casa piena d’amore con 3 gatti, anche loro trovati a Km 0.

       

Rossana Soldano

Doveva essere in quinta elementare. Tema: cosa vuoi fare da grande. Svolgimento: la giornalista.
La sua carriera è iniziata in estate, in un garage, con buoni propositi e bella grafia ma un giornale
che ha le tempistiche di pubblicazione dei testi dei monaci amanuensi, ha avuto vita breve.

E’ andata meglio con ‘Oltre’, la rivista universitaria e poi ancora col Corriere Laziale, Agicos e Eosarte. E poi è arrivato TPF.

Attento a ciò che desideri -disse il saggio- potrebbe avverarsi.
Di qualcosa si deve pur vivere -dice lei- e magari anche morire.

Redattrice schizofrenica, critico impunito, telefilm addicted, shippers della casata Mainagioia, non smette il suo cinismo neanche per scrivere biografie.

Non è un caso che il sottotitolo ‘precari equilibri culturali’ sia farina del suo sacco.
Tarantina per nascita, romana per devozione, non ha preferenze politiche o religiose,
si definisce donna libera e pensante, ma non dà per scontata nessuna delle due condizioni.

Vive con Arturo, non hanno ancora capito chi dei due sia il cane e chi l’umano.
Soffre di bulimia letteraria e considera l’ironia il pudore della sua coscienza.

       

Ilaria Minghetti

Dovrei essere Miranda Presley ma mi sento più Marge Simpson.

Vorrei somigliare alla sposa di Tarantino eppure spesso somiglio a un personaggio di Woody Allen.

Lo faccio anche qui rendendo più precari questi equilibri culturali.

Io e Facebook abbiamo litigato qualche tempo fa, ma se ne avete voglia potete trovarmi su Instagram, lo uso malissimo ma mi ci diverto un sacco.

Sarei troppo vecchia per certe stronzate ma ho sviluppato una insana dipendenza da Netflix che fa a pugni con la mia necessità di dormire almeno 8 ore per notte.

Vivo con un marito e due figli. Spesso invoco Mary Poppins ma, a sentire loro, me la cavo alla grande..o almeno ci provo.


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