Michelangelo a colori. Un dialogo fra il Maestro e i suoi discepoli

Inaugura venerdi 11 ottobre una piccolissima mostra all’interno di Palazzo Barberini dal titolo Michelangelo a colori. Marcello Venusti, Lelio Orsi, Marco Pino, Jacopino del Conte che mette vicino repliche di opere di Michelangelo con opere di questi quattro artisti che “fulminati sulla via di Roma” apprendono le tecniche del maestro e le fanno proprie.

Lelio Orsi, Annunciazione (1555 -1560 ca) Novellara, Museo Gonzaga

Curata da Francesca Parrilla e Massimo Pirondini, con il coordinamento scientifico di Yuri Primarosa, la mostra è composta da 9 opere, di cui sicuramente una nota a parte merita L’Annunciazione di Lelio Orsi, proveniente dal Museo Gonzaga di Novellara che sul retro presenta un raro certificato, una perizia commerciale ante-litteram, dove Sebastiano Resta, colto collezionista, chiede nel 1679 a Ciro Ferri, Giuseppe Ghezzi e Carlo Maratti di mettere nero su bianco l’attribuzione dell’Opera al Correggio. Resta si accorge dell’errore di attribuzione dopo la vendita a John Churchill, ma fu solo Federico Zeri nel 1950 a ridare il giusto autore a questa piccola tela.

Madonna del Silenzio, Marcello Venusti post 1563, Galleria Corsini

Le due tavole di Marcello Venusti raffiguranti l’Orazione nell’orto, realizzare in tempi diversi, sono trasformazione in pittura dei disegni del Buonarroti che gli venivano passati o direttamente da lui o da Tommaso dei Cavalieri con cui il Venusti aveva stretto amicizia una volta giunto a Roma, dove lavorò molto e ottenne un vasto consenso di pubblico.

In piena Controriforma il soggetto della Crocefissione viene declinato in innumerevoli modi, e quella del Venusti fonde insieme tre disegni: il Cristo vivo sulla croce, la Madonna e il San Giovanni dolente ai piedi della Croce, oggi rispettivamente a Londra e Parigi. Molte furono le versioni, ma in mostra c’è un inedito con la Maddalena ai piedi della Croce.

Un momento della conferenza stampa di presentazione
Marco Pino, Cristo Vivo sulla Croce, 1570-1580, Collezione privata

La mostra presenta anche delle “chicche”: il primo un Cristo Vivo sulla croce, mai esposto, attribuito a Marco Pino. Dalla Galleria Corsini arriva anche la Madonna del Silenzio, attribuita al Venusti (o Bottega) o a Prospero Scavezzi, ma che qui i curatori attribuiscono al primo. Dai depositi dell’Accademia di San Luca arriva, durante la conferenza stampa, una Deposizione di Venusti posta accanto a quella di Jacopino del Conte in collezione Barberini.

Una mostra sicuramente piccola, sicuramente di nicchia ma che permette di osservare quanto Michelangelo abbia saputo rivoluzionare l’arte a Roma (e non solo): basta solo ricordare che dobbiamo a Marcello Venusti una copia del Giudizio Universale della Sistina senza le “Braghe” del Braghettone Daniela da Volterra, imposte nel 1564 dopo il Concilio di Trento (completata poi successivamente da Girolamo da Fano e Domenico Carnevali), oggi conservata a Napoli, presso il Museo di Capodimonte.

Retro de L’Annunciazione di Lelio Orsi,
Marcello Venusti, Deposizione di Cristo, 1550-1560 ca, Roma Accademia di San Luca

Per capire appieno il valore di queste opere, c’è la possibilità di vederle con la curatrice Francesca Parrilla, il 19 ottobre, il 16 novembre, 30 novembre, 14 dicembre alle ore 17. Invece per 10 domeniche dal 13/10 al 29/12, ci saranno laboratori didattici – Nella Bottega dell’artista – per bambini dai 5 ai 10 anni a cura delle associazioni Zebrart e Senza Titolo e del Dipartimento Educazione del museo. Prenotazioni su [email protected] Per i bambini attività gratutita per due accompagnatori, riduzione a 6 euro

L’hastag ufficiale della mostra è #iseguacidimichelangelo

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