Au Revoir: pellegrinaggi nel Mediterraneo sulla rotta del jeans

Un viaggio nello spazio e nel tempo lungo il bacino del Mediterraneo attraverso le rotte tracciate dal jeans, tessuto dalle origini antichissime, grande protagonista della storia della moda e del costume moderno e contemporaneo. Il progetto Au Revoir dell’artista Ettore Favini curato da Connecting Cultures trasforma le trame del jeans in un’opera d’arte partecipata che sarà esposta da marzo 2020 al Carré d’art contemporain di Nîmes per poi entrare a fare parte delle collezioni permanenti del Museo del Novecento di Milano.

Au Revoir – Ettore Favini

Il progetto Au Revoir, vincitore del bando Italian Council 2019, si soffermerà a Nîmes antico luogo di produzione del denim (dall’etimologia “de-Nîmes”) come lo è stato anche Genova (o “Genes” in francese) dove questo tessuto veniva utilizzato per imballare le merci caricate sulle navi che approdavano anche negli Stati Uniti, tappa finale di questa trasformazione in “jeans”.

Le peregrinazioni sulle tracce del jeans coinvolgeranno oltre alle città di Nîmes e Genova, anche le popolazioni e i rifugiati e migranti di oggi, che nei laboratori del Museo di Chieri, luogo di produzione del tessuto antesignano del jeans in Piemonte, il fustagno, (proveniente da El Fustat in Egitto) restituiranno valore a un circuito trasformando le trame del jeans in un’opera d’arte che entrerà a fare parte delle collezioni del Museo del Novecento di Milano. Un’opera di arte partecipata, di arazzi e piccole sculture in bronzo, realizzata insieme agli artigiani tessili delle comunità egiziana e nordafricana di Milano e Chieri: un percorso di restituzione materiale e di senso che è anche nelle corde di Connecting Cultures.
Gli artigiani sono stati selezionati attraverso “Sartoria Migrante”, un progetto di formazione curato da Connecting Cultures, con l’obiettivo di valorizzare e potenziare il patrimonio di conoscenze e abilità portate dalle persone che giungono in Italia da migranti.
Sensibile ai temi dello sviluppo sostenibile, dell’ambiente, della memoria e del paesaggio, con Au Revoir Favini intende recuperare una delle più antiche tradizioni del bacino del Mediterraneo: la tessitura e il ricco patrimonio immateriale che porta con sé, attraverso l’intersezione di storie, fonti, artigianato e simboli di cui i tessuti sono portatori.

La fase esecutiva dell’opera avrà inizio il 7 ottobre 2019 con una serie di workshop presso la sede della Fondazione per il Tessile e il Museo del Tessile di Chieri dove gli artigiani selezionati da Connecting Cultures realizzeranno i teli in tessuto utilizzando cinque telai antichi. I teli saranno poi colorati nel laboratorio di tinture naturali con l’utilizzo di piante officinali.

Il progetto prevede poi un laboratorio partecipato presso il Museo del Novecento in programma lunedì 11 novembre con la comunità egiziana e nordafricana di Milano e la raccolta di pezze di tessuto tratte da oggetti di utilizzo quotidiano. Tali pezze saranno alla base di un lavoro di fusione, da cui verranno tratti dei bronzetti: la testimonianza delle storie contemporanee portate dai migranti di oggi che faranno da compendio alle storie antiche degli arazzi.

Au Revoir verrà esposta per la prima volta al Carré d’art contemporain di Nîmes da marzo a giugno 2020 in una mostra corredata da una pubblicazione dedicata. Ancora in Francia, in occasione di Manifesta 2020, al Dos Mares di Marsiglia  sono previste presentazioni del progetto e del libro.

Tra aprile e maggio 2020, il progetto di Au Revoir verrà presentato alla NABA di Milano e all’Accademia Carrara di Bergamo.
A giugno 2020, in occasione del Genova Zones Portuaires – Festival Internazionale tra Città e Porto, verrà organizzato un convegno dedicato al tema dell’identità del Mediterraneo.
Il viaggio di Au Revoir si concluderà al Museo del Novecento di Milano che, dopo avere sostenuto la realizzazione del progetto, accoglierà l’installazione artistica di Ettore Favini nella sua collezione p

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