Diario di bordo, settimana 29/52

E’ stata una settimana segnata da lutti, tanti, nel mondo dell’arte e della letteratura. Qualche novità ci viene dal social media più fotografico che ci sia e infine due buone notizie che riguardano entrambi due famose tele.

Photo by Adrien Milcent on Unsplash

Il 17 luglio ci ha lasciato Andrea Camilleri, che tutti hanno ricordato principalmente come il papà del Commissario Montalbano, autore di 100 libri tradotti in 120 lingue. Per me, è stato il compagno degli ultimi 20anni. Comprai il primo libro di Montalbano durante un’ora di buco fra una lezione e un’altra nell’enerme MelBook Store che era vicino la mia facoltà, su via Nazionale. Avevo visto il primo episodio della serie con Luca Zingaretti e Salvo Montalbano era entrato nella mia testa e ci sarebbe rimasto per i successivi 20. Anche mia madre si appassionò ai libri, ogni volta a casa c’è il solito teatrino. Torno a casa, inizio a leggere e lei mi chiede ogni giorno se ho finito il libro, come è, se c’è Livia e poi no non dirmi nulla che poi lo devo leggere e non voglio sapere nulla!

Camilleri era diventato un pezzo di famiglia, come un parente che non vedi tanto ma di cui percepisci la presenza e il ricordo. Ci mancherà, moltissimo.

Instagram ha deciso di togliere i like ai post. E aspetatte per suicidarvi. Dopo la sperimentazione in Canada, alcuni utenti potranno partecipare a questa sperimentazione che sicuramente porterà a nuove dinamiche (ma ne parleremo a breve in un post dedicato) nel frattempo abbiamo visto alcuni influencer perdere colorito.

Non abbiamo fatto in tempo a salutare Andrea Camilleri che ci ha lasciato anche Luciano De Crescenzo, uomo elegante che ho imparato a riconoscere al bar di Largo Ricci mentre prendeva un caffè. In pochi sanno che, per anni, è stato un ingegnere dell’IBM. Se per Camilleri il cordoglio è stato univoco, De Crescenzo ha pagato lo scotto di non essere mai stato preso troppo sul serio, non riconoscendogli il ruolo, meritatissimo, di divulgatore della cultura classica. Le lacrime di Marisa Laurito, il dolore composto di Arbore e le parole di D’Agostino la dicono lunga sullo stato della cultura in Italia. Noi vogliamo ricordarlo per il suo monologo contro il camorrista in Così parlò Bellavista.

Carola Rackete, nonostante i monologhi salviniani, torna a casa da cittadina libera, che ha salvato molte vite. Alla faccia di chi brandisce un rosario per abbindolare le masse.

Alla lunga lista degli intellettuali che ci hanno lasciato dobbiamo aggiungere Agnes Heller, filosofa sopravvissuta ad Auschwitz e alla persecuzioni del regime comunista, Francesco Saverio Borrelli che tutti ricordano per la sua celebre frase “resistere, resistere, resistere” detto nel 2002 in Corte d’Appello, a conclusione del suo discorso da procuratore generale. La sua figura, legata indissolubilmente al processo di Tangentopoli, se ne va nella stessa settimana in cui si commerano i 27 anni dalla Strage di Via D’Amelio. Alle volte il destino è ciclico.

Ci lascia anche Marisa Merz, moglie di Mario e madre di Beatrice, Presidente della Fondazione Merz. Piccola grande donna, unica nel gruppo di Esponenti dell’Arte Povera.

Ci lascia anche Mattia Torre uno degli autori di Boris, e vogliamo ricordarlo con uno dei momenti più belli della serie TV che abbiamo davvero amato.

Nella triste settimana che ha segnato la cultura, tutta, non poteva mancare un architetto, muore César Pelli, a lui dobbiamo la trasformazione di Milano in città mittleuropea, con il grattacielo Unicredit e Piazza Gae Aulenti.

Veniamo alle belle notizie.

Torna alla Galleria degli Uffizzi il Vaso di Fiori,  opera di Jan van Huysum che fu rubata nel 1944 durante la ritirata delle forze di occupazione tedesche.

Se volete sentirvi come Jon Snow durante una guardia sulla Barriera vestito da Corvo, potete partecipare alla Operation Night Watch, il più vasto e articolato progetto di ricerca, conservazione e restauro della Ronda di Notte di Rembrant, il tutto nello spazio di vetro progettato dall’architetto Jean Michel Wilmotte.

Rembrant, La Ronda di notte (De Nachtwacht), 1642

Il 20 luglio saranno 50anni esatti da quella notte in cui Neil Armstrong disse That’s one small step for a man, but one giant leap for mankind. Fra complottisti, scienziati, pessimisti, noi scegliamo di credere e di goderci questo anniversario col naso verso la luna.

Piazza Alimonda, 18anni dopo. Io guardavo il G8 a casa di Nonna Ida, avevo già iniziato le vacanze fra il mare e la piscina, mi aspettava la facoltà di lettere e filosofia, non sapevo ancora se archeologia o storia dell’arte. Arriva la notizia di un ragazzo travolto, arrivano delle immagini crude. Arriva oggi la polizia a dirci che Carlo non era un martire, basta osannarlo. Vero, noi non possiamo osannare nessuno, non ci va di osannare qualcuno visto la successiva mattanza alla Scuola Diaz. Per quella aspettiamo ancora delle scuse e dei colpevoli.

Abbiamo tempo.

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