Al via al MAXXI la sperimentazione di Get™

Pensate di appoggiare il dito indice sul trago del vostro orecchio e sentire un mp3, o un audio di WhatsApp o le info di una guida che vi racconta cosa state vedendo all’interno del MAXXI di Roma.

No, non è una cosa impossibile, e lo stupore che proverete è lo stesso che ha colto me alla presentazione di Get™, il dispositivo wearable della startup Deep dei gemelli Emiliano ed Edoardo Parini, giovanissimi ideatori di un progetto che potrebbe diventare una vera svolta per un settore che dentro i musei ha sicuramente bisogno di diventare più moderno e funzionale: le audioguide.

Get™ che potrete trovare in via sperimentale per i prossimi tre mesi, realizzato da Deed con il supporto di Comeeta accelleratore di startup innovative, è il progetto vincitore della passata edizione di MUSEUM BOOSTER Hackathon, maratona digitale ideata e promossa dal MAXXI con la collaborazione di Gruopama Assicurazioni

Il prototipo di Get a disposizione dei visitatori del MAXXI

Audio a conduzione ossea

Ma come funziona Get™?

Get™ sfrutta la possibilità di ascoltare l’audio attraverso le ossa del cranio. L’ascolto è la combinazione di due vie di percezione uditiva ossia la via aerea con cui le vibrazioni arrivano al timpano e dunque alla coclea attraverso  i padiglioni ed il dotto uditivo e la via ossea dove le vibrazioni arrivano all’interno dell’orecchio direttamente per conduzione dall’intero corpo umano che diventa una specie di antenna.

La combinazione di questi due tipi di ascolto deve essere bilanciata, ed è anche il motivo per cui la nostra voce registrata spesso ci pare estranea. Questo equilibrio è anche alla base di diversi dispositivi acustici, ed è il motivo per cui Get™ potrebbe essere usato anche da chi utilizza un supporto per sentire meglio. Già nel 2017 SGNL, altro dispositivo molto simile a Get™, venne lanciato su Kickstarter ma non ebbe ottime recensioni. Il costo del prototipo, molto simile a quello poi che sarebbe stato il prezzo di lancio sul mercato, e la difficoltà nel trovare un punto che potesse permettere un audio ben definito, non hanno convinto i primi utilizzatori. Perché una delle problematiche di Get™ è che, nonostante il primo stupore, non sia di così facile utilizzo.

E.Parini di DEED durante la presentazione di Get al MAXXI

Let’s Get It Started

In questo contesto museale, ossia un utilizzo verticale rispetto al progetto iniziale che si pone come un classico smartwatch compatibile con i sistemi di messaggistica, assistenti virtuali e smartphone, Get™ si propone di essere un modo per “mettere il telefono in tasca” e “godersi la visita al museo”, come un momento altro dalle troppe ore che passimo davanti al nostro smartphone. Il fatto è che prima di utilizzarlo dovete tirare fuori il vostro telefono ed installare l’app che vi collegherà col bluetooth di Get™. Ed è qui che ho iniziato ad avere le prime perplessità. I musei, non tutti ma il MAXXI ne è un caso, hanno scelto di disinvestire nelle app poiché in pochi le scaricavano, installavano e utilizzavano.

Mi sono chiesta se, da visitatrice, avrei installato l’app una volta entrata al museo e la risposta è stata ni.

Il wi-fi, lo spazio nella memoria (anche se adesso sono davvero pochi i cellulari che hanno uno storage basso di serie), anche il tipo di utenza over 60 non sempre capace di scaricare e installare sul proprio smartphone, e soprattutto la possibilità che sia un download temporaneo mi lasciano qualche perplessità e mi fanno chiedere se a questo punto non fosse stato più comodo, come user experience, scegliere un altro tipo di interazione fra utente/visitatore e dispositivo.

Perché, anche se sappiamo perfettamente di aver usato un prototipo che, come per il ChatBot del museo, va testato ed educato, il dispositivo ha avuto qualche momento di difficoltà a connettersi al punto di attivazione (per ora ce ne sono sei nel museo, fuori e nella Galleria 1)

Durante il test mi sono sorti alcuni dubbi relativi all’attivazione del bracciale che richiede una partecipazione forse troppo attiva del visitatore. Se vuole essere uno strumento che possa far lasciare il cellulare in tasca per godere appieno della visita al museo, forse la soluzione ideale sarebbe l’attivazione del dispositivo al momento dell’ingresso del museo, senza scaricare app, collegarsi al bluetooth (eliminando così anche la possibilità di un eventuale mancato collegamento a causa di una tipologia di smartphone obsoleta) e lasciarsi guidare dal bracciale in un percorso in cui i ripetitori “agganciano” il visitatore, inviando l’impulso al bracciale che vibra appena si attiva, indicando al visitatore di portare il dito all’orecchio in modo tale che l’unica prova da superare, se così vogliamo definirla, sia trovare la giusta posizione del dito per ascoltare.

Perché un’altra questione è trovare un punto di appoggio corretto della falange del dito: non ho avuto problemi sia all’interno dell’orecchio che poggiando il dito sul trago, ma non per tutti è stato così immediato. Questo vuol dire che il personale all’interno del museo dovrà essere in grado di aiutare il visitatore dotato del bracciale per capirne il funzionamento ed evitare che alla fine si perda troppo tempo e troppa attenzione a capire come far funzionare il dispositivo e finire così per non guardare il museo, le mostre e la collezione permemanente.

Infine il prototipo non è estremamente confortevole: non ho sicuramente un polso piccolo, ma essendo stretto attorno al radio per funzionare dopo circa 20 minuti ho iniziato a sentire un leggero torpore. E questo essere “fuori taglia” mi ha leggermente demoralizzata, immaginando una persona più in carne di me alle prese con il bracciale troppo piccolo.

Sicuramente Get™ è una svolta nel panorama dell’audioguida, basta solo pensare ad un risvolto ecologico, ossia lo smaltimento dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettroniche ed Elettriche) a cui appartengono le cuffiette usa e getta legate alle audioguide, e anche al risvolto igenico di dover usare un oggetto che in molti hanno portato all’orecchio. Sicuramente è qualcosa che supera delle problematiche che spesso sono considerate marginali ma che hanno un loro peso.

Questi tre mesi di test saranno sicuramente un ottimo banco di prova per un progetto ambizioso, sicuramente, ma che può davvero rivoluzionare il mondo delle audioguide. Anche perché Get™ sarà messo sul mercato come dispositivo weareble e potrebbe essere integrato sia nelle app degli altri musei sia come sistema di audioguide per altre realtà, semplicemente entrando nello spazio che sposa questa tecnologia.

Per ora, nonostante il prezzo piuttosto elevato per un prototipo, si può avere un bracciale sostenendo il progetto sulla piattaforma Kickstarter.

Ancora una volta il MAXXI, ad un anno dal lancio del suo ChatBot, grazie al team di comunicazione guidato da Prisca Cupellini, si pone come un museo europeo, attento alla tecnologia e alle sue sperimentazioni in campo artistico museale.


Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.