You are here
Home > Cinema > It, capitolo primo

It, capitolo primo

Finalmente anche per l’Italia, praticamente siamo stati i penultimi al mondo (dopo di noi solo il Giappone) è venuto il momento di “It”.

Come ho già avuto modo di raccontarvi, rileggere il libro, forse, non è stata la migliore delle idee, quindi prima di andare a vedere il film ho preferito non recuperare la miniserie del 1990.

Andrés Muschietti, lo ammetto, era un nome verso cui nutrivo scarse aspettative; alla sua seconda prova, il suo primo film “La madre” nonostante Jessica Chastain non mi aveva per nulla convinto, sarebbe stato in grado di confrontarsi con un mito di tale portata senza uscirne con le ossa rotte?

La risposta, un po’ sorprendentemente lo ammetto, è un grandissimo “si”.

Muschietti ha cambiato parecchie cose del libro, senza per nulla snaturarne la Storia, anzi, regalandole, almeno in questa prima parte, un supplemento di leggerezza, si ride con infinita tenerezza almeno un paio di volte in “It”, tale da renderla persino più bella. Senza fare spoiler (andatelo a vedere di corsa  mi raccomando…) posso dire che Muschietti ha tolto l’infilmabile e l’assurdo, lasciandone l’essenza.

L’essenza, il cuore pulsante di “It”sono loro, “I Perdenti”.

E questi Perdenti sono meravigliosi. Complimenti davvero a chi si è occupato della scelta del cast. A parte forse Mike lasciato un po’ ai margini, ma sappiamo come il suo personaggio acquisterà più importanza nel secondo capitolo, non si può non amarli. Sul gruppo svetta la meravigliosa Sophia Lillis, di una bravura abbagliante, ma tutti sono eccezionali.  La loro amicizia è l’unico baluardo contro il male che attanaglia Derry, dove gli adulti non esistono o sono figure malsane; e tu stai lì, ridi applaudi il loro coraggio, soffri perché ti ricordi che crescere fa male, malissimo, ma ogni tanto quasi ti scende la lacrimuccia perché loro sono gli amici dei tuoi 13 anni, quelli con cui ai diviso tutto e con cui avresti spaccato il mondo.

Ma “It” non è soltanto una sorta di moderno “Stand by me”, ci mancherebbe altro, Muschietti gioca con le inquietudini dello spettatore,  lo porta in un’atmosfera carica di tensione,le scene nella casa di Neibolt Street fanno letteralmente morire di ansia, facendosi capire fin da subito chi sarà il protagonista principale dei nostri incubi…credevate mi fossi dimenticata di Lui? Ora ci arriviamo.

Quando venne reso noto il nome di chi avrebbe interpretato Pennywise, in parecchi, compresa la sottoscritta, forse ancorati al ricordo di Tim Curry, avevano storto il naso.

Bill  Skarsgård  sembra troppo bello, troppo giovane, troppo cool per interpretare un’icona di tale portata.

E’ bastata la prima scena per mettere tutti a tacere. Il Pennywise di Skarsgård è un mutaforma del male, la personificazione delle tue paure, il bastardo se ne sta’ lì acquattato in un angolo (stanno stretti sotto i letti sette spettri a denti stretti...)e tu sai che uscirà pronto a farti a pezzi…meno caricaturale di quello di Curry, Skarsgård da al suo Pennywise la mobilità del pupazzo e l’espressività distorta del mostro, in una prova assolutamente eccezionale.

Quindi, premiati anche da incassi favolosi, per Muschietti e i suoi ragazzini dal luminosissimo futuro, buona la prima. Ora arriva, probabilmente, la parte più difficile.

I Perdenti diventano adulti, la seconda parte del film sarà ambientata ai giorni nostri; e già si è scatenata l’attesa per i nomi del cast. Chi interpreterà Bill, Ben, Beverly, Ami Adams a cui Sophia Lillis somiglia in maniera impressionante sembra la scelta più logica ma Muschietti ha detto che vorrebbe Jessica Chastain, Mike, Eddie, Richie e Stan ? Che ruolo avranno, se mai li vedremo, Audra e Tom?Che ne sarà di Harry Bowers?

Lo sapremo nell’estate del 2019

Rispondi

Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi