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Picasso alle Scuderie del Quirinale, tra Cubismo e Classicismo

di Rossana Soldano

Circa cento anni fa, un giovanissimo Jean Cocteau si presentò allo studio parigino di Pablo Picasso, vestito da Arlecchino con il pretesto di farsi dipingere un ritratto e l’intento di convincere il maestro a prestare il proprio talento per le scenografie e i costumi di Parade, spettacolo scritto proprio da Cocteau insieme a Erik Satie, per i Balletti Russi di Sergej Djagilev.

Era furbo Cocteau, e a quanto pare anche parecchio ruffiano, si presentò in costume per compiacere la nuova passione di Picasso e avere la sua attenzione e magari il suo favore, e infatti raggiunse il suo scopo.

Parade attirò subito la curiosità di Picasso, che accettò.

Tempo dopo i due furono costretti dalla guerra a trasferire la preparazione delle scenografie a Roma e in questa occasione iniziò la storia d’amore tra la città eterna e l’artista spagnolo, una storia ricca di eventi e incontri e ispirazioni diverse.

Qui incontrò la sua prima moglie, Ol’ga Khochlova, ballerina russa e qui iniziò un percorso artistico ispirato dai colori e le forme classiche e della Commedia dell’arte.

Adesso, a un secolo di distanza, alle Scuderie del Quirinale sono esposte più di cento opere che raccontano questo idillio, in mille modi diversi.

Trentotto
prestatori.

Tre continenti.

Musée Picasso e Centre Pompidou di Parigi, Guggenheim e Metropolitan di New York, Tate di Londra, Berggruen di Berlino, Tyssen di Madrid, Fundaciò di Barcellona, sono solo alcuni dei musei che hanno prestato le proprie opere.

Anche il più ingordo degli appassionati difficilmente riesce in una vita intera a visitare ognuno di questi musei e quasi certamente non ha la possibilità di accedere a un così alto numero di collezioni private.

Questa mostra è un viaggio inaspettato nel rapporto tra Picasso, Roma e l’Italia in generale.

Tra gli affreschi erotici di Pompei ed Ercolano e le maschere della Commedia dell’arte, tra i vicoli di Napoli e la vita caotica di via Margutta, Picasso entrò in una nuova dimensione artistica, ancora più complessa e contaminata, un vero collage di generi e stili differenti.


Opere realizzate nel corso di un decennio, tra il 1916 e il 1925, tra Cubismo e Classicismo reinventato e neo primitivismo.
Passeggiando nelle sale delle Scuderie, l’eclettismo stilistico e artistico del maestro spagnolo diventano prorompenti.

Dai ritratti agli schizzi, dai disegni ai dipinti, dai costumi alle fotografie, ai documenti autografi è tutto un costante contrasto, ballerine, artisti di strada, maschere, popolane, amici, nature morte, scorci e paesaggi, tutto diventa un pretesto, un gioco, un’allegoria.

Schizzava un’arte che un attimo dopo diventava definitiva, un connubio rivoluzionario di intenzioni ed esplorazioni.

E forse è esattamente questo che rendeva Picasso, Picasso.

La capacità di vedere l’arte prima di tutti.
Persino in un’idea travestita da Arlecchino.
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Picasso, tra Cubismo e Classicismo 1915-1925
dal 22 Settembre 2017 al 21 Gennaio 2018
Scuderie del Quirinale, Roma

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