Cars 3, il ritorno in pista di Saetta McQueen

di Ilaria Minghetti 

Ho visto “Cars 3” circa un mese prima della sua uscita italiana. Era il 13 agosto, a Nizza, in una multisala dove programmavano, tra gli altri “Dunkirk”, “Baby Drive” e “Valerian” tutta roba distribuita dalle nostre parti da settembre in poi. Erano le 16:40 di un’assolato pomeriggio d’agosto e la sala era comunque piena.Potrebbe essere la spunto ideale per aprire un dibattito sulla dissennata distribuzione nel nostro paese che si ostina a raschiare il fondo del barile durante la stagione estiva lamentando sale vuote, ma rischio di andare fuori tema.

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Del primo “Cars”ho un ricordo affettuoso, e lo rivedo sempre volentieri. Un delizioso racconto di un viaggio alla ricerca di se stessi, scritto molto bene,  divertente e con personaggi fantastici, i cui modellini sono stati regalati a mio figlio, grande estimatore del film. “Cars 2”’, ahimè, si è rivelata una mera e frettolosa operazione commerciale creata con il solo scopo di sfruttare l’enorme successo del primo film; risultato incassi buoni ma critiche ferocissime.

Arriviamo ad oggi, i pupi crescono, i modellini dei personaggi di “Cars” sono gelosamente conservati in una scatola sotto il letto ed esce “Cars 3”.

I tempi cambiano e i campioni invecchiano.Se ne renderà presto conto anche Saetta McQeen, ultimo baluardo di un mondo che forse non esiste più, persino Chick Hicks ora è commentatore televisivo. .sarà ancora il compianto Doc ad essergli d’aiuto insieme ad una giovane auto a cui fare da mentore.

Senza dubbio le critiche al secondo capitolo sono servite.

Tornare a Radiator Springs è un po’ come ritrovare i vecchi amici con cui sei cresciuta, un po’ invecchiati.Come te hanno un po’ di saggezza in più e qualche capello bianco ma fondamentalmente sono rimasti sempre gli stessi. “Cars 3” non è un capolavoro, come non lo era il primo, rimane comunque un ottimo esempio su come debba essere un buon cartone animato.

Il film di Brian Fee, qui John Lasseter è soltanto produttore esecutivo,infatti ha tutto per piacere a piccoli e grandi. Nuovi personaggi divertenti, la simpatia di amici come “Cricchetto” e “Luigi”, le corse a folle velocità sono destinate ovviamente a far breccia nel cuore dei più piccoli, persino di quelle che non hanno mai visto il primo capitolo, di cui consiglio comunque un recupero casalingo prima di portare a vederli “Cars 3” al cinema.

I più grandi rimarranno colpiti da una bella storia. I personaggi, soprattutto quelli femminili, sono ben scritti, figure a tutto tondo e mai stereotipati. Il conflitto generazionale tra vecchio e nuove (auto) è tratteggiato in modo tenero e leggero senza mai però essere banale.

Attenzione ai teneroni come la sottoscritta a cui, nel finale, può capitare persino di versare una piccola lacrimuccia.

Vero e proprio sequel del primo capitolo insomma, nonché deliziosa sorpresa di questo inizio di stagione cinematografica.

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