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Cronache dal Future Film Festival.

di Ilaria Minghetti

Dal 2 al 7 maggio si è tenuta a Bologna la XIX edizione del Future Film Festival, quello che probabilmente è il più importante evento in Italia dedicato alle nuove tecnologie applicate al cinema e all’animazione. Comune denominatore di quest’anno era “Character Wow”, in tributo ai personaggi del cinema d’animazione e dei film arricchiti da effetti speciali.

L’ultimo giorno sono andata a dare la mia consueta occhiata annuale, il risultato sono stati 3 film decisamente particolari,  che incarnano perfettamente lo spirito del Festival.

Bloody Chainsaw Girl (Hiroki Yamaguchi) ammetto di non avere un grandissimo rapporto con il cinema giapponese; viaggiamo senza dubbio su due binari completamente different e, un po’, mi manca forse la formazione cinematografica giusta per apprezzare una cinematografia così particolare. Se mai avessi avuto poi qualche dubbio in merito, la conferma è arrivata proprio con “Bloody Chainsaw Girl”. Al grido di “Tarantino scansati!!!” Hiroki Yamaguchi mette in scena una vera e propria follia a base di seghe elettriche, arti (e teste) tagliate, organi spappolati e litri di sangue. L’intenzione, che si palesa per un attimo pure durante il film, è quella di prender per i fondelli ogni fissazione compresa quella per i film splatter.Ammetto che alle volte si ridacchia abbastanza ma il tutto, specialmente alle dieci di mattina, finisce con l’essere piuttosto indigesto.

Hitler’s Folly (Bill Plympton) mockumentary; parola che ormai terrorizza ogni cinefilo che si rispetti, “genere” partito con “The Blair Witch Project”, declinato in tutte le forme possibili (con una predilezione per l’horror, è approdato al Future Film Festival grazie a Bill Plympton. E fa centro.

“Hitler’s Folly” è la rivisitazione, ovviamente scorrettissima, della vita e dell’ascesa politica di Hitler; diventato un ambizioso  animatore approdato alla carriera politica solo per finanziare la sua opera. Telecamera a mano ed immagini di repertorio in cui sono stati aggiunti elementi disegnati dallo stesso Plympton per raccontare il sogno impossibile del Fuhrer, realizzare il più grande kolossal animato della storia, 4 ore ispirate alle Valchirie interpretato da Piumino Paperino. Feroce ed acidissima satira sul mondo del cinema in generale e dell’animazione in particolare, il parco “Naziland” rimando non troppo nascosto a “Disneyland”, “Hitler’s Folly” è un godibilissimo momento di divertimento intelligente che, ahimè, difficilmente troverà una distribuzione in sala. Se lo ripescate in qualche Festival non perdetevelo, merita davvero.

Revengeance (Bill Plympton e Jim Lujan) se vedere “Hitler’s Folly” sarà difficile, temo che “Revengeance” dalle nostre parti, ad oggi pare sia prevista soltanto una distribuzione francese, sarà praticamente impossibile. Plympton è uno degli ultimi animatori veramente indipendenti, pare abbia rifiutato una offerta astronomica dalla Disney per diventare capo animatore per Il re leone e per altri sette anni, e disegna personalmente ogni fotogramma dei suoi film. Animazione “estrema” e strettamente adulta quindi. “Revengeance”è la storia di un cacciatore di taglie da quattro soldi, Rod Rosse “the One Man Posse” assunto da un senatore degli Stati Uniti ex biker è campione di wrestling per ritrovare la ragazza che lo ha derubato. Presto Rod Rosse capirà però di essere finito in qualcosa di decisamente più grande di lui. Un po’ noir è un po’ western, molto satira feroce sull’America di Trump che a me ha convinto solo in parte. Se l’animazione risulta bellissima nella sua imperfezione e l’essere così fieramente indipendente e radicale suscitano indubbia ammirazione anche in chi, come la sottoscritta non conosceva il lavoro di Plympton e soprattutto è abituata a ben altro genere di cartoni animati, eppure alla fine ho avuto la sensazione che nel caso di “Revengeance” abbia davvero messo troppa carne al fuoco.

Ma per questo  2017 il seppur breve passaggio al Future Film Festival non si è “concluso” in sala. Facendo una visita alla sezione Sezione FF Short video ho apprezzato  il suggestivo “Isabella d’Este Virtual Studiolo” vincitore del premio del pubblico Future Film Short on line, il tenero “Merletti e Borotalco”  e l’horror comedy, se così possiamo classificarla,   24 Days of Torture”. Andate pure a cercarli, sono ancora sul sito del Festival.

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