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La passione di Letizia Battaglia.

Ci sono ancora due settimane per andare a vedere la mostra al MAXXI sulla fotografa palermitana Letizia Battaglia.
Una mostra che si snoda negli anni della sua lunghissima carriera fra inediti, installazioni sospese e video privati.

di Lucrezia Alessia Ricciardi

Letizia Battaglia è  una donna forte, con un’occhio asciutto e allenato, che ha attraversato gli anni più cupi della storia della Sicilia. E questa mostra curata da Paolo Falcone, Margherita Guccione e Bartolomeo Pietromarchi porta allo scoperto, per la prima volta, un grande vastissimo archivio.

Prima donna europea ad aver ricevuto il The W. Eugene Smith Award nel 1985, ha iniziato a lavorare per L’Ora di Palermo ed è riuscita negli anni a rendere chiara la realtà palermitana interrotta dagli omicidi di mafia. La sua lucidità le ha portato minacce (una lettera minatoria ricevuta molti anni fa e ritrovata solo adesso, mentre si apriva l’archivio per la mostra), riconoscimenti, ed è stata frutto del continuo impegno che ha portato alla nascita nei cantieri dello Zisa, del Centro Internazionale di Fotografia di Palermo, una realtà che vedrà coinvolti grandi nomi della fotografia fra cui Giovanna Calvenzi, curatrice e amica della Battaglia.

La mostra è divisa in due grosse macrosezioni. La prima è la più ortodossa e storicamente organizzata: bellissimi i provini di stampa, le pubblicazioni, e la lettera minatoria ricevuta dalla Battaglia durante gli anni a L’Ora di Parlermo. C’è un inizio, in una piccola foto che ritrae Enza Montoro, prostituta di 23 anni invischiata in un caso di omicidio e gelosia, ci sono le foto della vita culturale milanese, Pier Paolo Pasolini e Franca Rame. E le foto della “Real Casa dei Matti”, l’Ospedale Psichiatrico di Via Pindemonte che entreranno in collezione del MAXXI.

Bellissimi i video di Franco Maresco, un omaggio a lei e ai temi della follia e dell’incontro con l’altro, dove vengono inserite sequenze in super8 realizzate dalla fotografa nell’Ospedale.

E poi c’è tutto l’impatto visivo ed emotivo di Anthologia, presentata già allo Zac di Palermo, che diventa un ossimoro nell’allestimento imponente: la leggerezza delle foto, esposte su doppio lato, con cornici sospese, si contrappone ai temi più pesanti trattati. 120 foto in cui si trovano le inchieste sulla Mafia: Boris Giuliano, Ninni Cassarà, il Giudice Terranova, l’omicidio di Piersanti Mattarella e quello del Generale Dalla Chiesa.  I ritratti dei politici che toccano la Mafia come Salvo Lima, Vito Ciancimino e Giulio Andreotti con Nino Salvo. E poi c’è il popolo di Palermo, donne e uomini dei vicoli, i bambini e le sperimentazioni più recenti sulla figura femminile contrapposta ai luoghi dei fatti più cruenti. Questa operazione di “levare la pelle” a questa grande fotografa viene ben riassunta dal titolo della mostra Letizia Battaglia, per pura passione. La passione che mette in ogni istante della sua vita, anche quando, durante la conferenza stampa, si accende una sigaretta all’interno del MAXXI. Macchina fotografica al collo, sembra quasi volersi mettere a scattare foto ai giornalisti che sono li davanti a lei.

La passione, vera, che si mescola all’amore per la sua terra. Questa è Letizia Battaglia.

 

Letizia Battaglia, Per Pura Passione
Letizia Battaglia, Per Pura Passione
Letizia Battaglia, Per Pura Passione
Letizia Battaglia, Per Pura Passione
Letizia Battaglia, Per Pura Passione
Letizia Battaglia, Per Pura Passione

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