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The Pink Flamingo

Quando, come amo dire, io e Alessia ci siamo ficcate in questa affascinante e rovinosa avventura, tanto per solleticare il nostro ego sempre in bilico tra lo sfasciato e lo sfacciato, ho pensato che non mi sarebbe bastato scrivere di ciò che amo, avrei voluto scrivere come amo.

E’ già un privilegio scrivere d’arte o di qualsiasi argomento sia attinente all’arte o al bello, ma volevo anche avere la libertà di scriverne a modo mio.

Perché non mi è mai bastato il solo raccontare, ma ho sempre preferito metterci del mio, provare a dare un punto di vista diverso, a volte solo distante, altre volte addirittura oltre la notizia stessa.

Voglio che questo giornale sia un dare e avere.

Che sia un occhio su quello che il grande pubblico spesso ignora, ma anche che si riempia di ciò che il grande pubblico vuole aggiungere.

Non un discorso unilaterale, non una cattedra o un pulpito.

Voglio che sia un eterno mischiarsi, versarsi reciprocamente.

Voglio prendere dalla cultura popolare nello stesso modo in cui restituisco dal mondo degli intellettuali in cui molti non si riconoscono e che sembra parlino da una distanza che non hanno intenzione o voglia di colmare, perché molta della loro autorità proviene proprio dalla suggestione di quella distanza.

E io invece vorrei che qui si facesse quel buon vecchio giornalismo che racconta e spiega i fatti a chi ha voglia di conoscerli e persino a chi pensa di non esserne interessato.

Giuseppe Pontiggia ha scritto che tutto quello che non pensiamo sia cultura, è cultura.

Precari Equilibri Culturali è un punto di partenza, una promessa, un modo di essere, di vivere e leggere il mondo che vogliamo raccontare, è la nostra ironica realtà.

E mai nella mia vita avrei pensato di scrivere e raccontare su uno sfondo pink, eppure.

Eppure ci siamo ficcate in questa rovinosa avventura.

E non mi pento di nulla.

Prendete due persone diametralmente opposte. Andate oltre al fatto che una è vegetariana e l’altra no, che una ha tre gatti e l’altra un cane. Queste due persone, diametralmente opposte, hanno in comune diverse cose, tutte molto importanti. Tipo, amano leggere (ma una sul Kindle e l’altra no, perché lo detesta), amano anche scrivere e lo hanno fatto per molto tempo assieme. Si sono divertite andando per mostre, hanno visto eventi che voi non potete nemmeno immaginare.

Hanno scritto di questi eventi (ma vi prego, non chiamatele markette) e hanno sempre sperato di poterne scrivere liberamente, senza assegnati, scrivendo solo di cose belle, cose nuove da scoprire, invitare le persone a condividere con loro le mostre, i libri, i musei, insomma quel mostro a più teste chiamato cultura.

Un giorno, in un bellissimo inverno romano, fra un futomaki e un nigiri, si sono dette, ok, da oggi siamo le cape di noi stesse.

Ok, tutto molto figo.

Abbiamo un piano editoriale, abbiamo le idee chiare fino al 2018. Ma in tutta questa chiarezza, un solo problema: come lo chiamiamo?

Ed eccolo qua il vero problema. In teoria dovrebbe essere la prima cosa, un dannatissimo nome che sarà unico, splendido, già te lo vedi stampato sulle maglie e visto che ci sei anche protagonista di un graffito strafigo e bellissimo proprio lì sul muro a via Frangipane (per i non romani, una poetica stradina proprio vicino al Colosseo).

Invece no. Siamo passate per domini già presi, parole assurde, vocabolari di greco presi e sfogliati dopo anni di totale dimenticanza. Abbiamo aperto libri a caso, scelto personaggi dei libri a noi cari, abbiamo cercato e provato di tutto, dalla meditazione alla passeggiata col cane.

Poi è arrivato il compleanno di Ross e la sottoscritta le ha regalato una cosa un po’ rosa e un po’ no, dicendole “sai sono ossessionata da…. i Fenicotteri Rosa”.

È nato tutto così, dalla consapevolezza che volevamo fare qualcosa di elegante, di semplice, accessibile a tutti.

Qualcosa di bello.

The Pink Flamingo nasce con la consapevolezza di voler avvicinare tutti alla cultura, da quella più raffinata, fatta di giri per musei e arte, a quella più contemporanea come le nuove App, passando per cinema  libri. Vogliamo scrivere di cose belle e condividerle con chi vorrà leggerle. Staremo in equilibro su una zampa sola, eleganti e fiere, e vi porteremo in un viaggio, ogni mese diverso, dove affronteremo temi diversi e vi faremo scoprire tante cose nuove e soprattutto nuovi punti di vista. 

Lucrezia Alessia Ricciardi & Rossana Soldano

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