You are here
Home > Art > Roma, MAXXI. Nina Fischer & Maroan el Sani FREEDOM OF MOVEMENT. Migrazione, libertà di movimento, accoglienza nella video installazione della coppia di artisti tedeschi.

Roma, MAXXI. Nina Fischer & Maroan el Sani FREEDOM OF MOVEMENT. Migrazione, libertà di movimento, accoglienza nella video installazione della coppia di artisti tedeschi.

Più di 50 anni fa un maratoneta quasi sconosciuto di nome Abebe Bikila parte dall’Etiopia per partecipare alla maratona olimpica a Roma. Il 10 settembre 1960 corre, scalzo, 42 km in due ore e 15 minuti, segnando un nuovo record mondiale sotto l’Arco di Costantino, e diventando per sempre un’icona dello sport, simbolo dell’Africa liberata dal colonialismo.

Questa grande impresa è un riferimento importante per gli artisti Nina Fischer (1965) e Maroan el Sani (1966) e per la loro opera FREEDOM OF MOVEMENT, una video installazione che, attraverso la rivisitazione di quella memorabile maratona olimpica, si confronta col tema attualissimo delle grandi migrazioni e degli spazi destinati ad accoglierle. L’opera viene presentata in anteprima al MAXXI, dall’11 marzo al 17 aprile 2017.

Composta da 3 proiezioni simultanee, la narrazione consente di riunire in un’unica opera la storia della maratona del 1960, l’attuale crisi creata dal flusso di rifugiati e migranti e il linguaggio silenzioso e controverso dell’architettura modernista romana, in particolare delle architetture per lo sport, bellissime e piene di contraddizioni.

I rifugiati e i migranti di oggi corrono anch’essi a piedi nudi tra i monumenti della città, reclamando così  il loro diritto alla libertà di movimento: in senso sportivo, ma anche come possibilità di essere accolti in un altro paese e ricominciare a vivere. Si sottolinea così il ruolo dello sport e della cultura nei processi di pace, integrazione e progresso civile..

Lo splendido coro di voci bianche della Emmaus School di Maenza si muove negli spazi del Palazzo della Civiltà e del Lavoro e dà forma a questa cultura, intonando una rivisitazione della famosa frase scolpita sulla facciata dell’edificio.

Freedom of Movement – realizzata con il supporto di associazioni e istituzioni come Liberi Nantes, Emmaus Christian School di Maenza e FENDI, finanziata anche da Medienboard Berlin-Brandenburg GmbH, Galerie Eigen+Art (Berlin/Leipzig) e Galleria Marie-Laure Fleisch (Rome/Brussels) – è esposta per la prima volta nella mostra al MAXXI a cura di Pippo Ciorra ed Elena Motisi, è un’opera commissionata e coprodotta dal MAXXI, che si colloca appieno sia nella linea di ricerca del museo sui temi di più urgente attualità sia in quella degli artisti, da sempre interessati alle condizioni più estreme del rapporto tra spazio architettonico e spazio umano

Il progetto, al confine tra video-arte, fotografia, installazione e intervento performativo, entrerà nella collezione di architettura del museo, incline a indagare i confini dei linguaggi architettonici e le sue relazioni con le forme visive dell’espressione artistica.

  

Rispondi

Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi